Laboratorio Foto-Serigrafico del Leoncavallo

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Associazione per dipingere: comunicato di bilancio tavola rotonda
















ASSOCIAZIONE PER DIPINGERE
Milano, 11 gennaio 2014

Nel corso degli ultimi vent’anni, Milano si è contraddistinta su scala europea per la severità con cui ha affrontato il fenomeno dei graffiti. È una delle città che ha più speso per finanziare delle campagne antigraffiti ed è l’unica in cui si è arrivati a condannare per associazione per delinquere dei ventenni rei di aver dipinto dei muri. È, inoltre, l’unica città in cui i giornali offrono con regolarità una visione unilaterale di questo fenomeno che contribuisce a distorcere il giudizio dell’opinione pubblica.




L’incontro di sabato 11 gennaio, organizzato dal Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito in collaborazione con Le Grand Jeu, è nato da una volontà comune di fare emergere una visione alternativa al fine di sostenere e incoraggiare una politica diversa in materia di graffiti e street art. Le riprese dell’incontro permetteranno a chiunque di farsi un’opinione sulla questione e sulle posizioni emerse durante l’incontro.

 
L’arte pubblica illegale è un fenomeno complesso, che richiede politiche complesse. La sola e semplice repressione non è mai stata efficace e mai lo sarà.
Si ripete spesso che Milano è una delle città europee più colpite dai graffiti, senza però rendersi conto che è stata proprio l’assenza di una politica partecipata a far degenerare questa situazione. Oltre ad individuare politiche efficaci capaci di inquadrare questo fenomeno, bisogna anche prendere coscienza del fatto che Milano sembra più sporca perché questa è la percezione che ne danno alcuni politici per motivi di propaganda elettorale e alcuni quotidiani locali che favoriscono questa disinformazione.
I muri puliti sono una delle priorità di Milano in vista dell’Expo 2015. Mirko Mazzali, Presidente della Commissione Sicurezza e Coesione Sociale del Comune, ha ricordato che la pulizia dei muri non può essere prioritaria rispetto al controllo delle infiltrazioni mafiose e alla sicurezza dei cantieri dell’Expo 2015.
Un altro punto importante emerso durante la tavola rotonda è che, non solo writers e street artists non hanno mai preteso l’impunità, ma che la condanna per associazione per delinquere arriva proprio mentre molti di loro si sono resi disponibili per pensare e costruire, con l’attuale giunta, un percorso condiviso di eventi e di progetti.


Non ha senso discutere della differenza tra arte e vandalismo e organizzare cleaning days, senza prima impostare una politica articolata, rivolta a coinvolgere gli attori di questo fenomeno e a sostenerne la parte più artistica. Più che inneggiare ai muri bianchi, Milano dovrebbe presentarsi agli occhi dei visitatori dell’Expo 2015 come una città capace di dialogare con tutte le comunità presenti sul suo territorio.
La Milano che verrà come sarà? La vecchia città narcisista ed egocentrica che si specchia su alti torri di vetro, oppure il luogo nuovo, internazionale, inclusivo e che si prepara alla sfida culturale della città metropolitana?


Milano – Parigi, 16/01/2014
Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito
Le Grand Jeu



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