Laboratorio Foto-Serigrafico del Leoncavallo

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UN COMPUTO INCOMPLETO



In questi giorni la questione Leoncavallo è ritornata nelle pagine dei giornali. Era dall'estate scorsa che non se ne parlava più e leggiamo che il sindaco di Milano avrebbe intenzione di portarla  a breve in discussione in consiglio comunale. Si tratterebbe di approvare la delibera di giunta che prevede uno scambio di proprietà tra Comune di Milano e una società del gruppo Cabassi: lo spazio di via Watteau e due immobili comunali in disuso in via Zama 23 e in via Trivulzio 18. I tempi si fanno stretti e, in un paradossale gioco dell'oca, parrebbe che superato il mese di aprile senza questo importante passaggio si debba ripartire da zero. Apprezziamo gli sforzi che la giunta sta facendo verso una risoluzione che restituisce uno spazio, altrimenti lasciato all'abbandono, a tutta la città ed è con sorpresa che apprendiamo che i maggiori ostacoli sembrerebbero provenire proprio da sinistra. E' questa la sinistra presunta che si esprimerebbe in favore dei centri sociali e degli spazi pubblici autogestiti?

Anche perché  se il calcolo fosse puramente economico in quella delibera manca il computo metrico estimativo delle opere realizzate dalle associazioni nell'area di via Watteau, che chiuderebbe, nella sua straordinaria entità,  ogni discussione di merito.

Ci piacerebbe tuttavia che quella sinistra riacquisisse la capacità di considerare complessivamente le energie fisiche, economiche e creative messe a disposizione in forma volontaria in questa pluridecennale esperienza come in tante altre della città di Milano.

Cosa questa che, a nostro avviso, distingue una amministrazione mediocre da un'ottima amministrazione, autenticamente attenta ai bisogni di tutti i propri cittadini. Un computo finale che metta insieme valori umani, sociali, culturali ed economici: è questa per noi anche l'unica via per non pensare alla politica in modo obsoleto, in vista di prossime sfide.

Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito

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